SATANACHIA

 Posted by at 10:40  Esplorazioni, Satanàchia
Ott 142007
 

“E arrivarono gli Sterminatori di Strettoie…””

Un giorno di Aprile del 2009 ricevo una telefonata di Zairo:

“Oh Remolone mi dai un’occhiata ad un dente perchè mi fa male! Ti vengo a trovare , cosi’ parliamo di grotte e anche di donne, è vero che non mi interessano più, son meglio i bei maschioni! Un bacino dove sai te!”

Oh Remolone fammi piano ai denti, lo sai che soo delicato. Mi si cariano tutti eppure li lavo una volta al mese. Ma quando andiamo su per i monti a cercare buchi, tanto te non lavori mai!

Aiaiai! fai piano che mi fai male. Che dici? Che c’hai un buco in val serenaia da andare a vedere? Dici che soffia a bestia! Fammi pensare quando sono libero, che ne dici di domani? Non farmi aspettare troppo mi eccito facilmente! Domani non si può’, allora dopo domani! No non puoi, allora fra tre giorni. No non mi dire di no, lo sai che non resisto. Mi chiami te, ma mi raccomando fai presto! Ma il dente l’hai curato o no? Di li in poi fu un delirio di telefonate, la mattina, la sera, la notte, non si viveva più, satanachia aveva contagiato anche lui anche se non l’aveva vista, poveri noi!

Un bel di’, per non incorrere in un esaurimento nervoso a forza di saluti tipo “un bacino dove sai te”, fissiamo una data cioè il 21 giugno . Ci ritroviamo al Donegani e, carichi come muli, invece di fare la via di cava come al solito, per distinguerci facciamo il sentiero basso che parte vicino al rifugio Val Serenaia, così godiamo di più. Che bello! Allunghiamo il percorso solo di un’oretta. Lo consiglio a tutti. In tarda mattinata, dopo avere raccolto more e lamponi, arriviamo al passo delle pecore e, ciliegina sulla torta, non troviamo Satanachia. Ulteriore pellegrinaggio fino alla agognata meta.

La verità’ era molto semplice , cominciavo a diventare geloso e non volevo che Zairo, famoso

playboy locale, me la portasse via, ma colpo di sfortuna la trova proprio lui! Comincia a girarci intorno lanciandole sguardi languidi, mi ero fregato con le mie stesse mani!

Il marpione scende dentro, la prima cosa che fa è mettersi a strangolare la fessura della signora Satanachia incurante che ci fossi anch’io! Credo che sia capitato a tutti nella vita di prendersi una cotta per una donna, magari farle il filo, poi un giorno presentarla ad un amico, e questi in un balletto le fa quello che voi avete sognato per notti e notti!

Non ci credereste, ma quella piano piano cedeva alle lusinghe, non mi rimase che accettare il fatto, becco ma contento. La cosa andò’ avanti sino alle tre di notte, poi scendemmo al Donegani ove dormimmo in tenda. Alle prime luci del giorno riprendemmo la via di casa, era stata una bella notte brava . Appuntamento due settimane dopo per ulteriore esplorazione, bisognava anche mettere in sicurezza la frana occorrevano reti robuste, pinze e filo d’acciaio e fix e tanta voglia! A meta’ Luglio si organiza una uscita con amici del GSFdM.

La spedizione si conclude subito in malo modo. Massy urta con la coppa dell’olio della sua opel Zafira sulla strada di cava, abbiamo dovuto trainarlo fino al Donegani e chiamare un carro attrezzi. Macchina inutilizzabile per una settimana e 500 euro di danni, auguri Massy!

Si sa che pero’ l’amore rende ciechi e fissammo subito un’altra data. ……………….

Il ritorno a Satanachia si svolse questa volta senza intoppi ed in tempi ragionevoli eravamo in grotta a strangolare dolcemente la povera creatura. Il GENERALE avrebbe dovuto vederci, eravamo una vera macchina disostruttrice, reti di sicurezza portate a spalla da zairo, trapano portato da zairo, batterie, mangiare e bere, piede di porco, mazzolo, scalpelli e ogni altro ben di dio portato sempre sulle spalle di Zairo. Voi vi chiederete a questo punto, perche’ tutto a lui ed al dottore niente? Perché’ lui è giovane ed il dottore per convenzione non si può’ stancare! Almeno questa soddisfazione lasciatemela visto che mi ha fregato la donna o no? A tirarla breve era cosa quasi fatta, si intravedeva la fine del cunicolo, per quel giorno poteva bastare.

Ritornammo a Novembre per completare la messa in sicurezza, ci inzuppammo dalla testa ai piedi in quanto la grotta gocciolava a più non posso, sembrava fosse contenta del nostro arrivo e ci inondava di lacrime di gioia. Misteri della natura. In compenso faceva un freddo becco, il Generale Inverno cominciava a riordinare le sue truppe per difendere la valle fino alla primavera. Una squadra del GSL capitanata da Antonio Del Magro sarebbe venuta a proseguire l’opera.

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