Nov 272011
 

Sabato 26 e Domenica 27 Novembre è stata eseguita la colorazione dell’Abisso Satanàchia, la grotta esplorata nel 2010 dal Gruppo Speleologico Lucchese e dal Gruppo Speleologico di Forte dei Marmi.

Colorazione Abisso Satanàchia

La colorazione, organizzata dalla Commissione Scientifica della Federazione Speleologica Toscana, si prefigge di appurare presso quale sorgente sgorga l’acqua che scorre nell’Abisso. Il colorante (Tinopal) è stato immesso a -717 metri dall’ingresso da una squadra composta da membri del Gruppo Speleologico Lucchese, Gruppo Speleologico Archeologico Versiliese, Unione Speleologica Pratese, Speleoclub Garfagnana e Commissione Speleologica Speolo. Durante la permanenza in grotta, durata circa 30 ore, sono state eseguite anche delle misurazioni di alcuni tratti della grotta mediante telemetri laser.

L’Abisso Satanachia si apre nei marmi di Orto di Donna, sul monte Grondilice ad una quota di 1575 m slm. E’ stato esplorato nel corso del 2010 fino al raggiungimento di un primo fondo a circa 1040 metri di dislivello dall’ingresso; per questa caratteristica è tra le prime dieci grotte più profonde d’Italia.

Tutti i dettagli e la cronaca dell’uscita sul nostro blog www.satanachia.it. Di seguito il video della colorazione. Le foto sono di Marc Faverjon.


Video colorazione

Nov 272011
 

Domenica 27 Novembre 2011, il Gruppo Speleologico Lucchese organizza una gita alle “miniere di ferro” di Fornovolasco.

Sulle Alpi Apuane, oltre alle più conosciute cave di marmo e alle grotte carsiche naturali scavate dall’acqua, sono presenti innumerevoli miniere adesso abbandonate. In passato questi luoghi ricoprirono un ruolo fondamentale per l’economia e per la società. La loro chiusura non fu collegata all’esaurimento delle vene, ma ai processi di scavo ed arricchimento, sempre più dispendiosi.

Andremo alla scoperta della miniera, per rivivere insieme le emozioni del tempo ed il fascino delle antiche gallerie ormai abbandonate. Curioseremo tra le ramificazioni, alla ricerca dell’oscuro minerale ancora presente nelle venature della roccia. Cercheremo di capire com’era il lavoro dei minatori e quali erano le tecniche usate.

Volantino

INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI:

– Tutti i Venerdì dopo le 22.00, presso la sede del gruppo in Via Don Minzoni, S.Anna – Lucca. Qui la mappa.

– telefonando ai numeri: 335 8166860 (Mirko) o 339 2211554 (Federica)

– scrivendo a: info@gslucchese.it

PROGRAMMA: Ritrovo alle ore 8.30 al parcheggio del Palazzetto dello Sport di Lucca, in via delle Tagliate (mappa). Trasferimento a Fornovolasco con mezzi propri. Pranzo al sacco. Rientro in serata (chi vuole può fermarsi a cena col GSL, basta segnalarlo al momento dell’iscrizione)

La quota di partecipazione è 10 Euro per i soci GSL/CAI e i bambini fino a 12 anni, 15 Euro per tutti gli altri e comprende la copertura assicurativa. Maggiori dettagli nel Volantino.

Il GSL fornirà agli iscritti tutto il materiale “tecnico” necessario (caschetti, luce, eventuali attrezzature). Si consiglia un abbigliamento pesante e “da battaglia” (gli abiti potrebbero rimanere macchiati anche dopo il lavaggio a causa delle sostanze minerali presenti), ai piedi vecchi scarponi da trekking o, meglio, stivali di gomma, alle mani guanti da giardinaggio o da cucina. Indispensabile un ricambio completo per il ritorno!

Nov 262011
 

Preparativi all'ingresso.

Se ne parlava dalla fine di Ottobre. Leonardo,  che aveva avuto modo di visitare Satanachia l’anno scorso, contattava Eleonora e proponeva la colorazione. Ele e il gruppo accettavano l’idea con entusiasmo; si muoveva la FST e, a tempo di record e con molta buona volontà, Valentina della commissione scientifica riusciva ad organizzare, per il 26 e 27 Novembre, addirittura due colorazioni: una a Satanachia, l’altra al Piloro (all’ultimo momento quest’ultima salterà per la secca).

Pozzo del Cinquantesimo

La notizia della colorazione si diffonde e molti dimostrano interesse e si dichiarano disponibili a partecipare. Ecco quindi che il giorno fatidico, Sabato 26 Novembre 2011, davanti al rifugio Donegani, ci ritroviamo in parecchi. Noi del Gruppo Speleologico Lucchese (Antonio DM, Nadia, Antonio DB e il sottoscritto) arriviamo poco dopo le 10 e troviamo subito gli amici del Gruppo Speleologico Archeologico Versiliese (Chiara, Alessio e Cristian) che ci accolgono e ci salutano calorosamente. C’è anche Marc Faverjon: ci presentiamo e scambiamo qualche parola. Dopo qualche minuto arrivano anche Giampaolo (Unione Speleologica Pratese) e Laura (Commissione Speleologica Speolo). Ci siamo tutti, possiamo andare.

Antonio nella zona dei -400

Davanti al vecchio rifugio Donegani prepariamo il materiale e organizziamo il lavoro. Oltre alla colorazione c’e’ da ribattere col telemetro laser alcuni punti del rilievo, recuperare un po’ di materiale e fare un po’ di pulizia del Campo Base. Marc ha portato la macchina fotografica, quindi cercheremo di fare anche delle foto. Pensiamo di scendere fino al Campo Base (alla quota di -630 m circa), sostare, e poi scendere un altro po’ per portarci nella zona della colorazione. Finito il briefing, ci incamminiamo lungo la strada di cava. L’avvicinamento richiede circa un’ora e ci godiamo il fantastico spettacolo dell’Orto di Donna: la giornata è splendida, il cielo sereno, le Apuane settentrionali suggestive come al solito. E’ davvero un bel posto, come sempre un po’ ci dispiace abbandonare la luce del sole per il buio dell’Abisso…

Giampaolo al meandro di -580

Giunti all’ingresso ci cambiamo e indossiamo le attrezzature. Sono le 13:00 circa. Entriamo. La discesa è agevole, noi “veterani” descriviamo un po’ la grotta a chi non c’era mai stato. Cunicoli iniziali, pozzo Starlight, traverso, pozzo Micheluzzo… altri frazionamenti e siamo nella sala di -250. Un breve consulto per decidere quali sono i posti degni di foto. Il primo è certamente il Pozzo del Cinquantesimo, la verticale di 130 metri che si trova immediatamente sotto di noi, alla fine di un breve cunicolo in frana. L’ambiente è immenso e l’impresa è ardua ma Marc piazza sapientemente i flash e i soggetti e riesce a ritrarre la grande ‘lingua’ di roccia che sporge nel vuoto a metà pozzo: è impressionante. Alla base del pozzo ci aspettiamo un po’, poi ci dirigiamo verso i -400 dove c’è un altro bel ‘set’ fotografico. Giampaolo fa da soggetto, noi da uomini-flash. Begli scatti. Scendiamo ancora, facciamo il pozzo Un Due Tre e arriviamo alla frattura dei -560, dove la grotta diventa finalmente meno verticale. Un po’ di pena negli scomodi passaggi nella frana e siamo nell’attivo. Bellissimo meandro nel marmo… come non approfittarne per fare delle foto? Marc si impegna e il risultato è eccezionale: “Abbiamo una foto degna della copertina di TALP”, mi dicono. Proseguiamo: saltini, traversi, una strettoia e siamo all’attacco del pozzo sopra il salone del Campo Base: Laura scende e risale dall’altra parte. Marc, dall’alto, riesce a scattare delle foto che rendono l’idea della grandezza del salone.

La colorazione

Al Campo Base ci ricompattiamo e qualcuno mangia qualcosa. Sono circa le 17. Lasciamo il materiale che ci servirà per la notte e continuamo a scendere. Attraversiamo la galleria in discesa nella frana e un primo pozzo, fino al punto stabilito per la colorazione: una saletta nel marmo a -717 metri sotto l’ingresso. C’è un arrivo d’acqua che si raccoglie sul fondo in un comodo canale. La portata è sufficiente per sciogliere velocemente il Tinopal e c’è abbastanza spazio da consentire a tutti di assistere all’operazione. Con la saletta illuminata a giorno dai led la colorazione ha inizio: apriamo le confezioni di Tinopal e versiamo 4.5 Kg di polvere nel canale ai nostri piedi. L’acqua vira dal trasparente all’opaco, colore azzurro chiaro. Sono le 19 di sabato 26 Novembre. Facciamo molte foto, anche qualcuna che ritrae la squadra al completo. E’ un bel momento per tanti motivi: siamo un bel gruppo, siamo in una bella grotta e stiamo facendo un po’ di ricerca scientifica: speriamo di mettere un tassello importante nello studio delle acque sotterranee della Val Serenaia.

Il gruppo

Terminata la colorazione, il gruppo si divide: alcuni vanno a fare un giro nelle regioni profonde di Satanachia, altri tornano al Campo Base per rifocillarsi e sistemarsi per la notte. Durante il ritorno recuperiamo un po’ di materiale lasciato lungo la strada nei giorni della prima esplorazione. Al campo base ceniamo e aspettiamo gli altri che tornano dal giro in profondità. Arrivano verso mezzanotte: ci dicono che hanno visto il Tinopal 300 metri più in basso rispetto a dove era stata eseguita la colorazione; sono passate circa due ore, quindi deduciamo che il colorante scende di circa 150 metri all’ora. Dopo un veloce pasto e un the, una squadra si avvia verso l’uscita. Laura, che esce, ci saluta gentilmente e ci ringrazia. Noi del GSL e gli amici versiliesi, invece, sistemiamo i sacchi a pelo e ci mettiamo a dormire. Ce la prendiamo con calma: avremo tutto il tempo per risalire, domani.

Sulla via del fondo

L’indomani, Domenica, ci alziamo verso le 10:00, facciamo colazione e sistemiamo il materiale nei sacchi. Ne approfittiamo per fare un po’ di pulizia del CB. Dopo aver riordinato tutto, iniziamo la risalita. Io e Antonio DM verifichiamo col telemetro laser le distanze di alcuni caposaldi, per verificare le misure eseguite durante il rilievo.

Usciamo scaglionati, gli ultimi (per forza di cose) siamo io e Antonio intorno alle 21:00. Ci attende un magnifico cielo stellato ed un freddo pungente. Ci incamminiamo lungo il sentiero e poi lungo la strada di cava. Alessio, molto gentilmente, ci viene incontro col suo fuoristrada e ci risparmia l’ultimo tratto a piedi. Gli altri ci attendono, già pronti, davanti al vecchio Donegani. Ci cambiamo anche noi e poi tutti a Gramolazzo in pizzeria: non potevamo chiudere meglio che con una pizza e una birra in compagnia degli amici del GSAV!

Ora aspettiamo i risultati della colorazione. Dove sbucherà il Tinopal? La sgorgoscommessa è aperta…

Le foto di questo articolo sono di Marc Faverjon. Grazie davvero, Marc!



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