Set 232012
 

Il Gruppo Speleologico Lucchese CAI organizza una escursione speleologica guidata (speleogita) al Ramo del Fiume, nel complesso carsico del Monte Corchia, il prossimo 23 Settembre, Domenica.

Nel cuore delle Alpi Apuane, costituito da una stretta sinclinale formata da marmi nella sua parte superiore e, più in basso, da una larga fascia di grezzoni poggianti su un letto di filladi, c’è una montagna che racchiude la storia della speleologia: il Corchia, la Montagna vuota.
Al suo interno si sviluppa un Abisso che, dopo la sua casuale scoperta da parte di Simi nel 1841, ha visto all’opera generazioni di speleologi, giunti da tutto il mondo con l’obiettivo di comprenderne la vastità. 165 anni di esplorazioni lo hanno reso il più esteso complesso carsico d’Italia con ben 16 ingressi, l’ultimo dei quali scoperto dal GSL lo scorso luglio.
 
Ramo del Fiume (Foto Dori)

Ramo del Fiume (Foto Dori)

Con le auto raggiungeremo l’ingresso della grotta turistica, sopra il paese di Levigliani; poi saliremo per una ventina di minuti lungo il sentiero che conduce al rifugio del Freo. Entreremo dall’ingresso “dei Pompieri” e percorreremo una parte dei “Rami del Conte”, fino all’enorme salone Saragato, da cui raggiungeremo il percorso attrezzato che seguiremo per un breve tratto. Lasciato il sentiero metallico entreremo in grandi ambienti ormai fossili e sentiremo sempre più vicino a noi il rumore del fiume. Proseguiremo fino a raggiungere il “Pozzo della Fangaia”.

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Set 192012
 

IRRIPETIBILE!… pronunciò un noto alpinista apuano quando, accingendosi a ripetere una parete scalata anni prima, si accorse che … non esisteva più!

Serata dedicata alle Alpi Apuane con un occhio di riguardo alla loro tutela.
Ebbene, tutto il meglio che ancora c’è sotto le nuvole apuane sarà illustrato con presentazioni, filmati e commenti presso il Foro Giovani (ex Foro Boario) a partire dalle 18 di giovedì 20 settembre.
Il Gruppo Speleologico Lucchese proietterà il film “Le Vene dei Monti” di Andrea Gobetti e Tommaso Biondi edito dalla Federazione Speleologica Toscana.
Ulteriori i dettagli nella locandina allegata.


Salviamo le Apuane
Vi aspettiamo numerosi. Ingresso libero.

Set 092012
 
Foto di gruppo prima della traversata

Il 9 Settembre 2012 il GSL ha effettuato la prima traversata dalla Buca del Becco al nuovo ingresso del sistema carsico del Monte Corchia. L’ingresso, scoperto lo scorso 15 Luglio dal Gruppo Speleologico Lucchese, è il 16° naturale, si trova quasi in cresta al monte a quota 1600m e si connette con le remote gallerie del Corno Destro, Via Fani, il freatico fossile più alto del Complesso.

Foto di gruppo all'ingresso

Foto di gruppo all’ingresso

Il nuovo ingresso è dedicato a Mario Lazzarini, speleologo del GSL, deceduto prematuramente nel 2006.

La traversata ha visto protagonisti i nuovi speleologi usciti dall’ultimo corso: sono accorsi in massa all’evento con entusiasmo e voglia di vedere le nuove regioni. Ecco un resoconto della traversata.

Entriamo in grotta verso le ore 11, dopo il lungo avvicinamento a piedi da Fociomboli. Le fatiche sono ripagate dal fantastico panorama di cui si può godere dalla buca del Becco in una splendida giornata di fine estate.

Entrati in grotta e sceso il p. 50 iniziale, ci troviamo alle prese con saltini e pozzetti che ci portano verso i Rami dei Conglomerati. Qui, dopo qualche passaggio acrobatico su armi volanti, uno scivolo fangoso ci  porta alla grande forra in salita che è la via Fani. Il percorso non è dei più semplici: qualche armo provvidenziale (messo in opera da Antonio DM, Antonio DB e Massimo nella prima delle uscite esplorative che, in Giugno, dette inizio alla ricerca dell’ingresso) ci aiuta a superare alcuni tratti più impegnativi. Passati un paio di traversi, arriviamo al caposaldo 76, dove ci rifocilliamo e facciamo qualche foto.

Gruppo al Cap. 76. - Via Fani

Gruppo al Cap. 76. – Via Fani

A questo punto qualcuno decide di tornare indietro verso il Becco, altri vanno avanti a concludere la traversata.

Non sappiamo quanto ci vorrà esattamente e quale sia effettivamente la via, ma il ricordo di Antonio DB, che c’è già stato, e i numerosi “ometti” ci guidano. Continuiamo a  salire. Dopo poco, forse mezz’ora, arriviamo al caposaldo 77: è fatta siamo sopra il Pozzo Romean, abbiamo la certezza di aver trovato la strada. Facciamo qualche foto e attrezziamo con nuova corda il pozzo poi io e Antonio torniamo indietro ad aspettare Nadia che ci sta raggiungendo dal Becco, mentre Mirko, Elisa e Zoran vanno verso la nuova uscita, completando di fatto per primi la traversata.

Dopo poco, recuperata Nadia, anche noi torniamo al caposaldo 77 e scendiamo fino a metà del Romean. Ecco le nostre corde, ecco il limite delle nostre esplorazioni condotte a partire dal nuovo ingresso. Siamo al punto più basso della traversata, da ora  in poi dobbiamo risalire. Ancora, su un masso, la bottiglia di spumante che abbiamo portato il 22 Luglio, giorno (o meglio notte) dell’ingresso “ufficiale” in via Fani passando dal Lazzarini.

Nadia e Antonio al pozzo Romean

Nadia e Antonio al pozzo Romean

Cominciamo a risalire, prima sulle corde, poi in uno stretto cunicolo. Arriviamo alla base del grande pozzo che ci schiude i nuovi, grandi ambienti trovati qualche mese fa. Un pozzo nel vuoto, un traverso, un saltino, un altro pozzo appoggiato. Poi lo stretto cunicolo nella frana, nel quale ci eravamo fatti strada a fatica. Poi una grande sala di crollo e infine uno scivolo in salita da superare con l’aiuto di una corda.

D’ora in poi l’attrezzatura non ci servirà più: percorriamo una brutta frana stando attenti a non respirare troppo forte e poi, strisciando, guadagniamo un ambiente un po’ più largo. Ancora cunicoli in salita, poi un “cassa da morto” sulla quale bisogna strisciare. Un ultimo passaggio un po’ stretto e siamo nella sala iniziale. Qui non è più grotta, si sente il caldo del “fuori”. Superiamo i massi dell’ingresso e siamo a guardare il panorama.

E’ sera, una splendida serata estiva. Siamo in cresta al monte Corchia, sulle Alpi Apuane. Bellissimo.

Lasciamo la cresta, poi scendiamo di nuovo verso il Becco. Gli altri sono già scesi; Mirko, al solito efficientissimo, ha già disarmato l’ingresso. Ci cambiamo e scendiamo, poi tutti dalla Piera, come deve essere.

 

 

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