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Set 022013
 
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Antenna esterna

L’idea di dotare il campo base di -600 a Satanachia di un terminale telefonico capace di ricevere ed effettuare chiamate verso ogni rete telefonica pubblica (fissa o mobile), ci era balenata già dalle prime punte esplorative del 2010, sia per informare tempestivamente gli amici del gruppo speleo delle nuovissime scoperte effettuate, sia per motivi di sicurezza viste le sei ore medie di tempo necessario da lì ad uscire per chiedere eventuale assistenza.

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Unità esterna presso l’ingresso

I recenti terremoti che si sono verificati in zona, ci hanno poi definitivamente convinto quanto sia preziosa la possibilità di comunicare in tempo reale con le proprie famiglie subito dopo una scossa, sperando priva di conseguenze. E’ così che ci siamo decisi ad iniziare l’installazione, nonostante i rischi connessi alla pratica speleologica in un territorio attualmente a serio rischio sismico, confortati se non altro, dalla possibilità di comunicare subito con il mondo esterno al presentarsi di scongiurate situazioni d’emergenza.

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Unità esterna collegata all’antenna e pronta per il collegamento a batteria e linea telefonica

L’impianto si compone di unità esterna (interfaccia GSM – telefono) posta nei pressi del pozzetto d’ingresso che, dotata di antenna esterna ed alimentata a batteria, consente di utilizzare un normale apparecchio telefonico, collegato tramite una linea bifilare standard che fornisce anche la necessaria tele-alimentazione.

Il sistema è in grado di effettuare e ricevere chiamate utilizzando una numerazione mobile ben fruibile nella zona dove si apre l’ingresso grotta.

Diciamo che lo schema di principio prende spunto dal sistema di comunicazione utilizzato dal soccorso speleologico del CNSAS, con la differenza che nel nostro caso l’ingresso grotta non necessita di un presidio umano visto che a sopperirne la funzione provvede l’interfaccia automatica.

Dopo lunghi preparativi e test di laboratorio, a fine giugno ci siamo decisi ad iniziare l’installazione (leggi articolo), ma il sisma concomitante ci ha tenuti prudenzialmente lontani da Satanàchia per altri due mesi, fino a ieri domenica 1 settembre, giorno in cui abbiamo effettuato le prime telefonate dal punto raggiunto dalla iniziale e parziale stesura del doppino telefonico, intorno a quota -208m dall’ingresso.

Il risultato si sintetizza nei video seguenti che abbiamo girato nell’occasione all’interno dell’abisso Satanàchia. Sembra un paradosso, ma complice il fatto che ormai nessuno ricorda più a memoria i numeri di cellulare e che di domenica pomeriggio a casa difficilmente trovi qualcuno, abbiamo dovuto fare diversi tentativi per interloquire con qualche amico che comprendesse l’eccezionalità della conversazione…

Primo tentativo di chiamata dalla base del P. Micheluzzo (-160m) – nessuna risposta

Imbarazzo… non ci ricordiamo i numeri da comporre!

Daniele se ne ricorda uno! Ma è irraggiungibile…

Simone Rastelli (GSPT) sarà il primo a parlare con noi…

Scendiamo ulteriormente.. Dopo un po’ qualcuno comincia a rispondere alle varie chiamate senza risposta…

RINGRAZIAMENTI

SICE Srl per aver reso possibile il concretizzarsi di un’idea mettendo liberamente a disposizione risorse umane, attrezzature e materiali;

A Pierangelo Torselli (SICE) per aver risolto gli immancabili problemi meccanici;

Ad Andrea Morandi (SICE) per il disegno, la realizzazione e la taratura dell’antenna esterna;

A Giulio Di Pego (Telnet) per la preziosa consulenza in tema di installazione interfacce telefoniche e scaricatori di linea;

Ad Andrea Monti (Telecom ItaliaCollegio Guide Speleologiche Abruzzo) per aver provveduto alla fornitura di un km di doppino telefonico;

Al Geom. Giovanni Casotti (Comune di Minucciano) per la piena disponibilità ed il nulla-osta all’accesso carraio a Orto di Donna;

A Chiara Maglioni (GSL) per avermi supportato all’installazione dell’unità esterna;

Ad Andrea Tori (GSL) e Daniele Antonetti (GSPTGSL) per avermi supportato alla prima parziale stesura del doppino in grotta;

A PosteMobile per aver reso disponibile il segnale di telefonia mobile presso l’ingresso di Satanàchia.

Ago 172013
 

ante mostra 1Continua la fortunata rassegna fotografica apuana, e non solo, di Elia Pegollo de “La Pietra Vivente” già supportata dal GSL durante la sua prima edizione a Massa.

Stavolta ospite della mostra sarà la Provincia di Lucca che inaugurerà l’esposizione venerdì 23 agosto alle 18:00 presso la sala Staffieri – galleria Ammannati, Palazzo Ducale a Lucca (ingresso libero).

Durante la rassegna sarà possibile assistere a diversi eventi (dibattiti, proiezioni). Tra le altre segnalo la serata di proiezioni a cura del Gruppo Speleologico Lucchese CAI del venerdì 6 settembre a partire dalle 20:45. Saranno proiettati i film “Le Vene dei Monti” di A. Gobetti e T. Biondi prodotto dalla Federazione Speleologica Toscana, “Le Oscure Vie dell’Acqua” di A. Lusini e S. Bonechi prodotto dalla Commissione Speleologica Speolo di Fucecchio (FI), ed una rassegna di immagini in tecnica tridimensionale “Di Pietra e di Acqua 3D” di P. Dori a cura del Gruppo Speleologico Lucchese.ante mostra 2

Ulteriori info e programma dettagliato nei depliants allegati.

 

Giu 302013
 

 

Prospettiva a pochi minuti dalla scossa

Prospettiva a pochi minuti dalla scossa

Dovevamo iniziare la stesura del doppino telefonico prevista fino al CB, ma il sisma del 21 giugno ci ha suggerito di evitare, per ora, discese di lunghi pozzi, almeno fino a quando cesserà lo stato di emergenza. Ci siamo dunque limitati a lavorare all’installazione del SataCell nel pozzetto iniziale e a controllare se ci siano stati eventuali movimenti della frana a -17m, disostruita a fine ‘2009.

E così, durante un tranquillo e assolato pomeriggio in Val Serenaia, dedito ad un semplice lavoro da carpentiere con trapano e tasselli a circa -6m dall’ingresso, la crosta terrestre pensa bene di ricordare a noi piccoli umani che pure essa è in continua attività, e lo fa a modo suo… un angosciante e sommesso boato, preludio ad una appena percettibile oscillazione della parete alla quale ero appeso con la corda. Pochi secondi in effetti, ma seguiti da inarrestabili movimenti udibili e provenienti  dall’esterno della grotta, lungo i ravaneti di Orto di Donna… ferma invece la frana interna. Più tardi ci diranno che la scossa è stata di 4.4 gradi Richter.

Al che, ringrazio il buon senso che ci ha fatto desistere dal progetto iniziale di scendere in profondità questo weekend, e mi accingo a scendere qualche ulteriore metro per andare a controllare lo stato della frana, ne approfitto per girare questo piccolo filmato. Il cunicolo scavato nel conoide di detriti, pare sopravvissuto agli ultimi eventi sismici senza apprezzabili movimenti dello scivolo franoso che vi finisce dentro. Resta una perplessità: la corrente d’aria che ha sempre caratterizzato questo stretto passaggio, sembra sparita! Sì, all’esterno è sereno e siamo a fine giugno, ma la temperatura non è proprio torrida… a fondo valle il termometro dell’auto registrava 23°, ma a Chiara che mi assisteva sull’orlo del pozzetto iniziale,  ferma e all’ombra del bosco di faggi, non bastavano due maglioni per tenere a bada i brividi.

Beh, speriamo che la grotta non si sia tappata più giù!

Satanachia – Ispezione del 30 giugno 2013 e scossa MI 4.4 (filmato)

 

 

Dic 242012
 

In cresta al Corchia Ovest – Foto Zoran Curto

LO STRAORDINARIO INTERNO DI UNA NORMALE MONTAGNA – IL CORCHIA – Recensione

E’ con estremo piacere che sfogliando la rivista del CAI, Montagne360 di dicembre, scopro che il consueto articolo dedicato alla speleologia, stavolta parla di noi: il Gruppo Speleologico Lucchese e le sue piccole avventure in Corchia.

In effetti era già un po’ che personalmente aspettavo con trepidazione la pubblicazione dell’articolo di Max (Massimo Goldoni) sul Corchia, era da settembre che ci scambiavamo foto e testi per confezionarlo, ma vederlo lì a pag.46 di una rivista letta da almeno 300.000 soci iscritti al CAI, sì, fa una certa impressione.

E ancora più impressione la fa, ripercorrendo con la memoria fatti avvenuti 30 anni prima, leggersi oggi a 50 anni suonati dare ancora  la caccia a vuoti sconosciuti come allora, nell’illusione di conquistare qualcosa che conquista non è… ma soltanto “dialogo” con la Montagna, che ci ha regalato la possibilità di ricordare per sempre uno di noi che dal 2006 non c’è più, Mario Lazzarini.

16°Ingresso Mario Lazzarini indicato da Elisa e Mirko – Foto Zoran Curto

La lettura è arricchita da una nota geologica di Leonardo Piccini sul Complesso, da un appunto di storia personale del sottoscritto e da diverse belle foto. Un ringraziamento particolare va a Paolo Dori, Zoran Curto e Mario Vianelli, autori d’eccellenza delle foto a corredo e ovviamente a Massimo Goldoni per la bellissima opportunità che ci ha dato di poter raccontare un piccolo pezzo di storia del nostro Gruppo Speleologico ai tutti i lettori di Montagne360.

L’articolo su Montagne360.

Antonio

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