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Nov 232012
 

Giovedì 29 novembre nell’ambito della mostra TERRE DIFFICILI di Elia Pegollo, il GSL presenterà due lavori; il film “Le Vene dei Monti” di Andrea Gobetti e Tommaso Biondi prodotto da FST, ed una proiezione inedita in tecnica 3D “Di Pietra e Di Acqua” a cura di Paolo Dori del GSL.

Due documenti di eccezionale importanza per comprendere la portata degli acquiferi carsici del comprensorio apuano e non solo, visti dalla prospettiva degli speleologi.

Giovedì 29 novembre dalle 20:30 a Massa, Palazzo Ducale, Piazza Aranci. Ingresso libero.

Nov 152012
 

Si apre a Massa, nel Salone degli Specchi a Palazzo Ducale in P.zza Aranci, “Terre Difficili” la mostra fotografica documentaria di Elia Pegollo, il prossimo 18 novembre, domenica, alle 18:00.
Non una semplice esposizione, piuttosto un’inchiesta e viaggio nelle “terre difficili” tra Sud America, Africa ed Apuane.
La mostra resterà aperta al pubblico fino all’8 dicembre, tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.30.
Link evento (pubblicato su FB) Terre Difficili

All’interno della manifestazione, la serata di giovedì 29 novembre alle 20:30, il Gruppo Speleologico Lucchese CAI presenterà il film “Le Vene dei Monti” di Andrea Gobetti e Tommaso Biondi, prodotto dalla Federazione Speleologica Toscana, uno sguardo rivolto alle Apuane attraverso le vie d’acqua che le percorrono al loro interno.
Link evento (pubblicato su FB) Le Vene dei Monti

Ingresso libero sempre.
Sarà disponibile il Calendario 2013 dietro libera offerta a favore dei bambini del villaggio di Muhanga.

Intervenite se potete, grazie.

Set 192012
 

IRRIPETIBILE!… pronunciò un noto alpinista apuano quando, accingendosi a ripetere una parete scalata anni prima, si accorse che … non esisteva più!

Serata dedicata alle Alpi Apuane con un occhio di riguardo alla loro tutela.
Ebbene, tutto il meglio che ancora c’è sotto le nuvole apuane sarà illustrato con presentazioni, filmati e commenti presso il Foro Giovani (ex Foro Boario) a partire dalle 18 di giovedì 20 settembre.
Il Gruppo Speleologico Lucchese proietterà il film “Le Vene dei Monti” di Andrea Gobetti e Tommaso Biondi edito dalla Federazione Speleologica Toscana.
Ulteriori i dettagli nella locandina allegata.


Salviamo le Apuane
Vi aspettiamo numerosi. Ingresso libero.

Gen 052012
 

Ebbene sì, dopo la stupefacente rivelazione dei “fiumi nella notte” che scorrono tra il Monte Tambura e la sorgente presso la Buca di Equi a Equi Terme (MS), distanti almeno 9 km in linea retta, ancora un altro profondo abisso tributa le sue acque alla stessa sorgente carsica situata a nord-ovest ad una distanza di 6 km circa. In effetti ce lo aspettavamo, dopo che avevamo completato il rilievo l’estate scorsa, durante il quale avevamo riscontrato che la grotta aveva una certa tendenza per la direzione nord-ovest nel suo sviluppo in profondità.

Proiezione e diagramma orientamento

L’ipotesi che le acque dell’Abisso potessero, altresì, sgorgare alla sorgente del Frigido presso Forno (MS), si è paventata solo all’inizio, quando ancora prevalevano le prospettive di assoluta verticalità, ma in seguito, da -600 in poi, la grotta proprio non ne voleva sapere di svoltare verso il mare ma puntava decisa verso i 300° di azimuth per mantenerli fino al fondo.

E sinceramente, ci aspettavamo anche dell’altro!

L’idea di “tuffarci” nel mitico fiume sotterraneo proveniente dalla Tambura e diretto verso Equi, non era poi così balzana, visto che anche Satanachia alimenta la stessa sorgente, ma… non è detto che tale fiume esista, e che passi proprio là sotto… Comunque noi continueremo a cercarlo.

Captori Barrila – Equi – Frigido agli ultravioletti

Il tracciante Tinopal è stato gettato il 26 novembre alle 19. I primi captori risultati positivi sono stati posizionati il 25 novembre e prelevati il 4 dicembre, contestualmente al posizionamento della seconda serie. Gli unici risultati positivi sono stati i captori di Equi (Buca d’Equi e Sorgente Barrila) rivelando un tempo di percorrenza inferiore agli 8 giorni per una distanza retta di 6km circa ed un dislivello approssimativo di 600m.

A questo link la relazione completa, curata da Marco Genovesi del GSPisano, per conto della Commissione Scientifica della Federazione Speleologica Toscana.

Mar 212011
 

Orto di Donna il 20/3/2011

Ancora una volta nella valle tra le più a nord delle Apuane: Orto di Donna, Minucciano LU.

E’ da ottobre scorso, raggiungimento del fondo di -1040, che non mettiamo più piede nell’Abisso. L’autunno insieme alle piogge, rende i suoi pozzi impraticabili, accorcia le giornate e la valle si allontana ulteriormente. Una o due visite a qualche buca ventosa nei dintorni, tra novembre e le prime nevi, sperando in fortuiti collegamenti al “mostro” sottostante, non hanno dato (per ora) esito, tranne che un nuovo accatastamento.

Il programma della giornata, 20 marzo 2011, è semplice… Verificare la percorribilità della valle in primis, controllare le condizioni del manto nevoso per raggiungere gli ingressi a Passo delle Pecore e, se possibile, entrare in Satanàchia e Belzebuca (la nuova Buca della Forbice) per risolvere alcuni problemi di disostruzione che faciliteranno le ulteriori esplorazioni a Satanàchia e per cercare di collegarla con Belzebuca, anzi, viceversa. Non poco, se si considera che il tutto si svolgerà in una sola giornata, ma siamo in tanti, ed è tanto tempo che sogniamo di ritornare… e non resistiamo più!

La vestizione per il ghiaccio

L’accesso all’area si rivela, come previsto, complicato. La giornata è ottima, ma c’è vento e la neve è ancora tanta. Con tutta la buona volontà, siamo al tornante che precede il vecchio Donegani, punto più alto raggiungibile con le macchine, verso le 11, ben 3 ore dopo il ritrovo a Ponte a Moriano, del resto come da prassi! Perlomeno quest’anno la strada di fondo valle è stata risparmiata dall’alluvione, grazie al clima ed ai lavori di ripristino operati dal Comune di Minucciano lo scorso anno.

Il periodo è ghiotto, c’è stata la festa nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia, giovedì, quasi tutti abbiamo fatto ponte, ma alla fine non ci siamo decisi a calpestare il marmo se non l’ultimo giorno, la domenica, forse nella remota speranza di trovare meno neve e più luce possibile, in fondo domani è primavera, astronomicamente… La temperatura è buona, la neve è abbastanza dura considerata l’ora, e c’è una vecchia traccia che ci semplifica non poco il raggiungimento del rifugio alto, l’Orto di Donna, limite ultimo del “pestato” prima di affrontare il vergine sentiero verso la Forbice, percorso obbligato per Satanacchino (Buca del Tappo), Satanàchia, Belzebuca e tutte le buche in zona Passo delle Pecore.

Briefing al rifugio Orto di Donna

Un’ora dopo siamo al rifugio, ovviamente chiuso come gli altri due a fondo valle… Breve briefing per formare le squadre e decidere la strategia (in fondo siamo in nove!). Tre di noi entreranno in Satanàchia per rimuovere il massone sul saltino sopra la sommità del P. Starlight, a circa -30 dall’ingresso, fastidiosissimo ostacolo a chi si accinge ad uscire con un pesante sacco dopo una lunga punta al fondo, veramente scandaloso se si considera la prossimità dell’uscita e del lavoro ciclopico effettuato per mettere in sicurezza la frana soprastante… Inoltre rivedremo un frazionamento dello Starlight, troppo esposto allo stillicidio in caso di regime idrico poco più che normale.

Gli altri si suddivideranno tra Satanacchino e Belzebuca per verificare la presenza di correnti d’aria ed eventualmente disostruire il più possibile in prospettiva di un eventuale collegamento. Effettueranno ulteriori visite a Grande Fiume, Verme ecc per valutare la sostenibilità di ulteriori campagne di visite e/o disostruzioni.

Il percorso nel bosco risulta drammatico: si sprofonda a tratti fino alla coscia, perlomeno non abbiamo più i problemi di orientamento vissuti l’anno scorso: vagando su due metri di neve alla ricerca di una traccia già minima d’estate, abbiamo assuefatto il giusto percorso tra sprofondamenti diurni e frustate di faggio notturne, sotto il peso di pesanti zaini. Durante la vestizione, scambiamo alcune voci urlate con gli altri diretti in cresta a vedere Belzebuca e le altre. Alla fine verso le 13:30 Marco, Leonardo ed io entriamo; il conoide nevoso che circonda l’ingresso ci obbliga a rifare il nodo di frazionamento della corda del pozzo d’ingresso un paio di metri più a valle del solito!

Non c’è tanta corrente d’aria, il sole rende la giornata tiepida anche se il manto nevoso è spesso. Tuttavia la grotta rivela sin da subito la sua alta energia: vento non intensissimo ma sostenuto, e trasportante parecchia polvere che fa prudere le narici dopo pochi minuti, oltre che consumare le pulegge dei discensori… In poco tempo attrezziamo il cantiere, mentre Marco lavora al frazionamento col trapano leggero, Leonardo ed io studiamo la situazione: due interventi energici dovrebbero bastare. Appena Marco risale eseguiamo la cura, ed alla fine riduciamo il masso ad un quarto delle dimensioni originali al prezzo di soli pochi piccoli detriti che fischiano di sotto al pozzo, mentre i più grossi restano al sicuro nel pozzetto sottostante e tanto lavoro di mazzetta. Il tempo vola, e non solo, anche il trapanino si improvvisa Icaro ed atterra incolume alla base dello Starlight. Nel complesso… “missione compiuta”.

Alle 18:30 ci sorprende un Pisanino virato rosa-tramonto, ed insieme agli altri in uscita da Satanacchino  giungeremo alle macchine a buio… Per ora nessuna novità dal fronte Belzebuca! Ma tutto sommato una bella domenica! Peccato che Orto di Donna sia ancora così remota, in tutta la giornata siamo stati gli unici esseri umani presenti, inequivocabili le mancanze di tracce fresche sulla neve a perdita d’occhio.

I “geografi”: Elisabetta e Leonardo del GSPt, Antonio DiBeo, Gianmarco, Marco, Nadia, Simona, Zairo ed il sottoscritto, per il GSL.

 

 

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