Apr 102017
 

Pure quest’anno l’appuntamento primaverile con la speleologia ha avuto luogo, quello che i frequentatori di grotte indicano col termine “speleogita”, etimologicamente una specie di escamotage per avvicinare chiunque lo desideri al mondo della speleologia nel modo meno traumatico possibile. Principale obiettivo quello di trasmettere l’interesse per un’attività ultimamente in forte declino, sensibilizzando sull’importanza delle cavità carsiche (grotte) come risorsa indispensabile per l’ambiente, le specie animali e l’ uomo, come orologio che custodisce la storia geologica e umana del territorio e esempio per antonomasia del potere estetico e artistico della natura.

Per permetterci di trasmettere tutto questo è indispensabile però scegliere la grotta giusta perchè sia adatta a tutti. Qualche settimana e l’attenzione è caduta sulla buca delle fate di Soraggio, una cavità che si apre sulle pareti settentrionali del monte ripa, fra Orecchiella e Sillano. I partecipanti alla gita sono quasi trenta, un bel numero: figure storiche della speleologia lucchese, ex corsisti, frequentatori occasionali e “prime volte”.

La giornata promette molto bene. Fermiamo le auto vicino Villa Soraggio e ci incamminamo, carichi di attrezzatura, lungo il sentiero muschioso e selvaggio che ci porterà all’entrata. Gli alberi ancora poco carichi  di foglie ci permettono di visualizzare la maestosità delle falesie di calcare circostanti. Un piccolo break  e siamo pronti a superare l’ostacolo più importante della giornata: è necessario oltrepassare infatti un enorme blocco incastonato tra le ripide pareti del torrente. la grotta si trova al di sopra del blocco. Per far questo gli organizzatori hanno sistemato delle corde da scalare a mano e fissato un paranco per facilitare chi avesse difficoltà nell’ascesa assicurando da un’eventuale caduta. Non ci sono state difficoltà e nel giro di mezz’ora tutti e 30 i partecipanti sono all’entrata. Alcuni hanno deciso di allietare la salita sfoderando la loro parte più mostruosa con le facce più orribili mai viste su corda (giusto per sottolineare la totale assenza di serietà di chi frequenta le grotte). “Abbandoniamo” il carico in eccesso, luci frontali accese e tutti sono dentro.

La grotta si sviluppa con andamento a grandilinee orizzontale. L’interno è ben illuminato dal gran numero di luci ed iniziano ad apparire le prime concrezioni dopo pochi passi, dalle stalattiti a spaghetto alle stalagmiti erose centralmente, alle enormi colonne plurimillenarie. Ci avvisano della presenza di pipistrelli in letargo da non disturbare. La condotta si interrompe su un terrazzo, un saltino di qualche metro, per cui ne approfittiamo, attendendo l’armo, per parlare di carsismo e dei meccanismi che creano le grotte. Si prosegue con corda fino alla base del salto, dopodichè ci aspetta una serie di basse strettoie da superare strisciando sfocianti in una grande stanza ricca di laghetti concrezionati e colonne. Proseguendo ancora l’ ambiente si interrompe improvvisamente in una frana di grandi blocchi poggiati l’ uno sull’altro. 6 temerari (si spera presto speleologi) si inerpicano tra i blocchi poichè al di là sanno li aspetta la luce dell’ uscita. Solo la luce in realtà: la strettoia è tanto stretta da impedire il passaggio regalando solo l’ illusione di una possibile fuga (scherzetti comuni eheh). Bisogna tornare indietro. Per evitare di tornare a ritroso sui nostri passi, viene proposta una strata alternativa: strisciare nel letto di un lago sotterraneo asciutto dalla siccità di questi mesi, passare due stretti passaggi e ritrovarsi magicamente nella condotta iniziale, vicinissimi all’ entrata/uscita. Riscendiamo il blocco e in poco tempo, un pò cotti, di ritorno alle auto.

La soddisfazione sui visi dei partecipanti è evidente e spontanea, così come, ovviamente, la stanchezza. ma ogni speleo sa che uscito di grotta un ultimo dovere l’attende: l’abbuffata finale clamorosa, la ruzzata tra amici, conclusione perfetta di una giornata perfetta. Questo è più o meno quello che rappresenta la speleologia. E per chi volesse saperne di più c’è il corso!

Mar 262017
 

Il Gruppo Speleologico Lucchese del CAI organizza una escursione speleologica guidata (detta Speleogita) alla Tana delle Fate di Soraggio, il prossimo 9 Aprile, Domenica.

La TANA DELLE FATE DI SORAGGIO è situata a quota 860m slm in località Seminabbia nell’Alpe di Ripa nei pressi dell’abitato di Villa Soraggio nel territorio comunale di Sillano. Lo sviluppo reale noto ad oggi supera il chilometro per un dislivello compreso tra +5m e -6m rispetto all’ingresso.

 

Info utili:

  • Quando e dove ci troviamo per partire? Alle 8.30 di Domenica 9 Aprile nel parcheggio alle spalle del Teatro di Ponte a Moriano. Clicca qui per la mappa.
  • Quanto costa? 10 EURO per i soci CAI e bambini sotto i 12 anni, 15 EUR per tutti gli altri.
  • Come mi iscrivo? Puoi mandare un email a info@gslucchese.it oppure telefonare a Marco 3899727655
  • Come arrivo alla Grotta? Con la macchina da Ponte a Moriano alle vasche di Villa Soraggio (Sillano), poi a piedi per circa mezz’ora fino all’ingresso della grotta.
  • Come mi devo vestire? Abbigliamento pesante e da “battaglia” protetto da tute da meccanico e/o tute da ginnastica. Ai piedi scarpe da trekking ed alle mani guanti da lavoro. Ricambio completo per il ritorno.
  • .. e le attrezzature? Sono fornite dal G.S.L. e sono comprese nella quota di iscrizione.
  • .. e per il mangiare? Porta un panino per fermare i morsi della fame e un po’ d’acqua da bere. A fine gita andiamo a cena tutti insieme. Confermaci la tua presenza al momento dell’iscrizione.
  • Se sono minorenne? Ti devi far accompagnare da un maggiorenne!
  • Devo essere esperto? No! Il percorso è semplice e alla portata di tutti!

 

Mag 312016
 

Di seguito alcune foto tratte dal Corso di introduzione 2016. Grazie Adriano!

Mag 162016
 

Ieri, 15 Maggio 2016, abbiamo fatto la seconda uscita di Corso. Obiettivo: Anello di Mariagiulia, al Farolfi.

L’uscita, lo sapevamo, non è  facilissima per un corsista, ma visti gli eccezionali ragazzi che ci siamo ritrovati quest’anno, abbiamo deciso di tentarla. E’ andata benissimo: nessun problema per gli allievi che hanno avuto modo di apprezzare tante cose nuove: dalle verticali in corda, ai traversi, ai tanti e bellissimi ambienti.

Un bel viaggio, insomma. Che speriamo sia solo l’inizio di un lungo cammino.

Avanti così!

 

PS. Grazie al Nico per la preziosa collaborazione e ad Adriano per le foto!

Il Corso è in corso!

 Posted by at 23:20  Racconti
Mag 032016
 

E’ partito finalmente il corso di introduzione alla Speleologia 2016, il XXVIII della storia “moderna” del GSL. Già fatte un paio di palestre nella splendida falesia di Rocca Soraggio e una grotta “d’antipasto”. Tempo non bellissimo ma accettabile, corsisti bravi e motivati e, come al solito, organizzazione perfetta GSL-style. Ecco una foto dei vari personaggi, con, alle spalle, la parete che ci ha ospitato per 3 giorni nelle ultime due settimane.

Corso di introduzione 2016 GSL

Corso 2016