Ott 112010
 

 

 

Nell’estate del 1990 iniziammo a bazzicare la zona di Passo delle Pecore, tra Contrario e Grondilice a caccia di possibili ingressi alti di Olivifer. Nonostante i 1215 metri che separano in dislivello l’ingresso di Olivifer dai sifoni più remoti, questo ha infatti funzioni “basse” o comunque intermedie.

Cosa si nasconde sotto questa buca?

La Buca del Muschio

In un solitario giro sotto il limite del bosco m’imbattei nell’ingresso di un breve pozzo, stranamente rimasto ignorato. Nel giro di qualche settimana tornammo a rivedere altri buchi promettenti in zona e a scendere il pozzo nel bosco che chiamammo, senza troppa fantasia, Buco del Muschio, per la copertura di briofite che ne riveste le pareti. L’aria, da sicuro ingresso alto, era forte e dedicammo qualche ora a smuovere pietre sul fondo, senza però individuare sicure prosecuzioni.

Il lavoro di scavo sembrava lungo ed impegnativo, in più c’erano altre grotte da esplorare e di lì a poco sarebbero partite alla grande le esplorazioni in Carcaraia. Fatto sta che la Buca del Muschio rimase uno dei tanti buchi promettenti da rivedere.

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Ott 042010
 

Il sifone a -1040

Il tanto agognato “fondo” dell’Abisso Satanachia è stato finalmente raggiunto sabato 2 ottobre scorso, alle 16.20 circa, da 7 speleologi che si sono cimentati nell’avventura esplorativa dal venerdì fino alla domenica sera per un totale di 45 ore di permanenza in grotta.

Con molta probabilità non si tratta dell’unico fondo dell’Abisso, ma di uno dei tanti (si spera), situati anche a profondità maggiori, dato che la morfologia del sifone raggiunto fa ritenere a buon titolo che si tratti di un sifone “pensile” dotato cioè di una galleria aerea a valle che funge da scolmatore impedendone la crescita di livello anche in caso di piene.

La quota raggiunta rispetto all’ingresso è di -1040m così che Satanachia risulta, al momento, l’undicesima grotta più profonda d’Italia, grazie agli sforzi profusi principalmente dai Gruppi Speleo del CAI di Lucca e Forte dei Marmi, coadiuvati in ciò da amici speleo provenienti da altri gruppi toscani e non, che dal giugno scorso miravano a dotare l’Abisso di una profondità a quattro cifre.

L’importante risultato esplorativo non poteva essere conseguito senza l’aiuto del Comune di Minucciano che tramite il  Geom. Casotti già da fine maggio 2010 ci autorizzava il transito stradale nell’area marmifera di Orto di Donna, e del supporto logistico offerto dalla gestione del Rifugio Donegani, sempre disponibile a rifocillarci anche alle ore più tarde.

I partecipanti alla punta esplorativa: Andrea Tori, Riccardo Zairo Nucciotti, Marco Mènchise, Antonio Del Magro del GSLucchese, Ivy Tommasi del GSLunense, Leonardo Faggioli del GSPistoiese e Leonardo Piccini del GSPFiesole geologo e ricercatore presso l’Università di Firenze nonché scopritore della grotta nel lontano ’90 quando ancora non se ne sospettava un potenziale menomille.

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